Medjugorje è la meta di pellegrinaggio che mi chiedono più spesso, ed è anche quella su cui girano più informazioni confuse. Provo a mettere in fila quello che serve sapere prima di partire: cosa c’è davvero, cosa dice la Chiesa, e quanto si cammina — perché su questo viaggio è la domanda più importante di tutte.
Che cos’è Medjugorje

È un paese dell’Erzegovina, in Bosnia-Erzegovina, a un centinaio di chilometri da Spalato. Fino al 1981 non lo conosceva nessuno. Dal 24 giugno di quell’anno sei ragazzi del posto dichiararono di aver visto la Vergine su una collina sopra il villaggio, e da allora ci sono passati milioni di pellegrini da tutto il mondo.
Oggi il centro di tutto è la chiesa di San Giacomo, con il piazzale esterno dove si celebra quando la gente è troppa per starci dentro, e la statua della Regina della Pace.
Cosa dice la Chiesa, esattamente
Qui bisogna essere precisi, perché è il punto su cui si legge di tutto.
Il 19 settembre 2024 il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato la nota La Regina della Pace, concedendo il nihil obstat alla devozione legata a Medjugorje. In pratica: la Chiesa autorizza il culto, riconosce i frutti spirituali del luogo — conversioni, ritorno ai sacramenti, confessioni — e i fedeli possono andarci in pellegrinaggio senza alcuna riserva.
Ma il nihil obstat non dichiara soprannaturali le apparizioni. È una cosa diversa, e il cardinale Fernández lo ha detto chiaramente: il Papa non ritiene necessaria una dichiarazione di soprannaturalità. La Chiesa dice che lì lo Spirito Santo agisce per il bene dei fedeli; non dice che le apparizioni siano autentiche.
Te lo scrivo perché è giusto partire sapendolo. Chi ci va per pregare trova un luogo di preghiera riconosciuto dalla Chiesa. Chi ci va cercando una certificazione del soprannaturale, quella non c’è — e non ci sarà.
La giornata a Medjugorje
Il ritmo lo detta il santuario, e non è un ritmo turistico. Il momento centrale è la sera: rosario, Messa internazionale, adorazione eucaristica. Sono un paio d’ore, spesso all’aperto, con gente di venti lingue diverse.
Durante il giorno c’è tempo per le confessioni — a Medjugorje ci sono decine di confessionali e sacerdoti di molte lingue, ed è una delle ragioni per cui la gente ci torna — e per la preghiera personale.
Le due colline: qui serve onestà

Questa è la parte che nessuno racconta bene, e per il pubblico con cui lavoro io è quella che decide tutto.
A Medjugorje ci sono due salite, ed entrambe sono impegnative.
Il Podbrdo, la Collina delle Apparizioni, è dove tutto cominciò. Non è alto, ma il sentiero è fatto di pietre taglienti e irregolari, senza gradini veri e senza corrimano. Molti lo salgono scalzi per devozione: tu non sei obbligato a farlo. Servono scarpe robuste e circa mezz’ora di salita.
Il Križevac, il Monte della Croce, è ben più duro: circa 520 metri di quota, un’ora abbondante di salita su pietrisco, con le quattordici stazioni della Via Crucis lungo il percorso. In cima c’è la croce di cemento eretta nel 1933.
Se hai problemi di ginocchia, di equilibrio o di fiato, il Križevac non fa per te — e te lo dico prima, non davanti al sentiero. La cosa importante è questa: non salire non significa aver fatto un pellegrinaggio a metà. Il cuore di Medjugorje è in parrocchia, la sera, e lì si arriva in piano.
Come ci andiamo noi
Il nostro pellegrinaggio parte da Roma in bus fino ad Ancona, poi traghetto notturno per Spalato e trasferimento a Medjugorje. Sono quattro notti in hotel in pensione completa, con l’accompagnatore Cross Lands presente dall’inizio alla fine.
Ci sono due ragioni per cui preferisco il traghetto all’aereo su questo viaggio. La prima è che si dorme durante la navigazione, quindi il viaggio non ruba una giornata. La seconda è che con il bus a disposizione sul posto ci si muove con calma, senza dipendere da orari altrui.
Un solo hotel per tutte e quattro le notti: la valigia si fa una volta.
Cosa mettere in valigia
- Scarpe chiuse con suola robusta, non da ginnastica leggere: le pietre delle colline tagliano.
- Per entrare in chiesa servono spalle e ginocchia coperte.
- Una giacca leggera: la sera, anche d’estate, all’aperto rinfresca.
- La moneta è il marco convertibile bosniaco, ma gli euro si usano quasi ovunque.
- Bosnia-Erzegovina non è nell’Unione Europea: serve carta d’identità valida per l’espatrio o passaporto.
Chi ci va, e perché ci torna

Ho accompagnato gruppi molto diversi lassù: chi ci va per una promessa, chi per un dolore che si porta dietro, chi semplicemente perché ci è già stato e vuole tornarci. È l’unico dei nostri viaggi in cui, sul bus del ritorno, quasi nessuno parla per la prima ora.
Non è un viaggio da consigliare a chiunque. Ma se sai perché ci vuoi andare, è un posto che mantiene quello che promette.
Se vuoi venire con noi
Trovi date, programma giorno per giorno e quota nella pagina del Pellegrinaggio a Medjugorje. Gli altri itinerari spirituali — Greccio, Collevalenza, Subiaco — sono fra le gite di gruppo da Roma.
Per le parrocchie e i gruppi già formati organizziamo partenze dedicate su date concordate: se ne parla qui.
Per qualsiasi domanda, anche solo per capire se il viaggio fa per te: 349 354 1864 oppure scrivimi su WhatsApp. Altre risposte qui.


